La Politica su Facebook

 

Molto tempo fa, prima che nascessero i social network, esisteva il mondo reale.

La sera gli uomini adulti e le donne adulte uscivano di casa, si trovavano per strada, dentro bar, pub, circoli culturali, cerchie di amici.

In quelle occasioni, guardandosi in faccia, discutevano di vari argomenti. Tra questi argomenti c’era anche la politica.

inglourious-basterds-2009-268

Nessuno a quei tempi considerava di cattivo gusto o “da fissati” parlare di politica. Se poi l’interlocutore iniziava a roteare gli occhi, o a sbadigliare, o si addormentava, o si metteva a pregare in qualche strana lingua, o in altri modi faceva mostra di non gradire più la conversazione, allora era giunto il momento di fermarsi. E ci si fermava.

maxresdefault

Discutere di politica”, allora, non significava offendersi a vicenda, né venire alle mani. Si poteva arrivare alla bonaria presa in giro, al massimo. Il più delle volte ognuno tornava a casa senza avere cambiato le sue convinzioni. Ma non era tempo perso. Proprio mettendo le tue idee a confronto con quelle di un’altra persona potevi capire se reggevano alla prova, se le avevi davvero considerate da tutti i punti di vista o te le portavi dietro così, per abitudine, come un fardello ingombrante.

Porto la mia testimonianza, senza vergogna: anche io, durante alcune conversazioni protratte a tarda sera nei pub, ebbi occasione di “smontare” alcune idee che avevo e le abbandonai per sempre. Volete ridere? A sedici anni credevo che la Natura (scritto così, con la lettera maiuscola) fosse una forza benefica e avesse sempre ragione; una semplificazione bella e buona, frutto di ecologismo ancora ingenuo, senza spessore. Fu proprio parlando con un ragazzo che sosteneva un’idea politica opposta alla mia che capii che, insomma, il discorso era molto più complesso di come l’avevo fino a quel momento pensato.

Faccio riferimento a discussioni di questo tipo nel mio “Levitazione. Una guida pratica”. Mirko Ciarpaglini, il protagonista del libro (un personaggio di invenzione) frequenta il “circolo Kubrick”; lì dopo cena, tra una birra e una sigaretta, si può parlare di tutto.

Levitazione_Cover1

Prendete ora due ragazzi di vent’anni che stanno avendo tra loro una discussione di argomento politico. Democrazia, totalitarismo, libertà, economia, diritti umani, le ultime malefatte dei nostri governanti, corruzione, errori giudiziari. Tutto quello che volete.

Sollevateli con un raggio traente dal pub dove si trovano, alzateli fino al cielo, infine posateli al centro di un’arena davanti a un pubblico di qualche migliaio di persone, con gente che è venuta apposta per fare il tifo, o per offendere l’uno o l’altro (o entrambi, perché può essere divertente).

Potranno continuare a discutere in pace?

Questo è lo scenario tipico di una pubblica discussione sui social.

I social network, e Facebook in particolare, non sono il luogo più adatto per parlare di certi argomenti.

Discutere con un’altra persona vuol dire credere nel dialogo.

C’è chi si raffigura il “dialogo” come qualcosa di luminoso e impalpabile, uno stato ideale da raggiungere a qualunque costo, in ogni momento della vita.

Niente di più sbagliato.

Per funzionare, come sta scritto in qualsiasi manuale di linguistica, il dialogo ha bisogno di certe condizioni. Condizioni che i social network non possono garantire.

diapositiva1

Per farla breve (tornerò presto sull’argomento) ecco, più o meno, come mi regolo in questi casi con Facebook.

  • Se un mio contatto storico scrive un post con cui non sono d’accordo, non gli entro MAI nel profilo a gamba tesa aggredendolo, e nemmeno facendo il sarcastico.

  • È qualcuno a cui ho accettato l’amicizia da una settimana o poco più? Nemmeno in questo caso intervengo per commentare. Do una rapida occhiata ai post, una specie di panoramica: se vedo troppe cose che non mi piacciono, ingenuità diffusa, offese varie, condivisione di fake news, lo elimino.

  • Se vedo un articolo che mi piace e mi sembra dica qualcosa di interessante, dopo aver controllato che non sia una fake news, lo posso condividere. In genere non aggiungo niente di mio. Evidenzio tra virgolette la frase o le frasi che mi sembrano più significative.

    In questo caso non mi aspetto che i miei contatti intervengano e mi chiedano di dire la mia. Se ho condiviso un articolo è perché lo trovo interessante. Che bisogno c’è di esporsi, di scoprire le carte?

  • Se condivido un articolo non è certo per far cambiare idea a chi non la pensa come me. È per diffondere le idee, lo stile, il modo di ragionare che sono presenti nell’articolo in questione.

    Se mi sta antipatico un politico, infatti, trovo più dannoso e fastidioso un brutto articolo che lo critica che un articolo scritto in modo intelligente che lo difende.

  • Se su un argomento ho già condiviso un link, in genere non insisto oltre.

  • Non condivido mai, nei limiti del possibile, articoli che nel titolo presentano offese palesi alla parte avversaria.

  • Evito come la peste gli errori più madornali, quelli che inquadrano subito chi li commette come un incivile. Non uso epiteti volgari o offensivi. Non abbocco ai complottismi. Non faccio generalizzazioni senza senso. Etc. etc.

La mia convinzione di fondo, in definitiva, è questa: sui social network è giusto, utile, perfino necessario condividere articoli e opinioni a proposito di temi politici. È invece impossibile sostenere una conversazione, dibattere su un argomento, confrontare posizioni diverse.

Ci sono quelli a cui piace lo scontro fine a se stesso, il dissing, la rissa verbale, il confronto creato ad arte per mettersi in mostra.

125650_resized_945_650_90_09d3ab489cd321f52d62722fa4cee1d7

Io penso di avere di meglio da fare.

E sono convinto, come dire, che avrei altre risorse su cui fare leva, se volessi ottenere una maggiore visibilità.

Discutere di politica con qualcuno su Facebook è come cercare di eseguire Shine on your crazy diamond a forza di pernacchie.

Volete cimentarvi nell’impresa? Non ve lo impedirò certo io.

Ma non fatelo sul mio profilo.

FB politic

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...