Quello che dicono i lettori (2020 – )

ECO-HORROR OMEGA (autoprodotto, 2020)

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“Seguo Berneschi da quasi due anni, è stata una scoperta incredibile! Facile da leggere e molto denso. Grande varietà di argomenti tra i suoi libri! Grande!”

Giovanni Firpo, regista

“Mi è capitato diverse volte di consigliare negli ultimi anni le storie di Andrea Berneschi, autore (e amico, ma giuro che la recensione non tiene conto di questo aspetto) capace di passare con disinvoltura dalla fantasy, all’horror, al weird sempre mantenendo uno stile personale e ben riconoscibile. Eco-Horror Omega è il suo capolavoro, una raccolta di racconti più o meno brevi uniti dal fragile filo della follia di un mondo in decomposizione. Si passa da scimmie oggetto di esperimenti a mortadelle che prendono vita nel frigo, da zombie di plastica a incontri più o meni tragici con ex compagni di scuola, da storie di un passato tremendamente attuali a un futuro prossimo con temperature di 70 gradi e lotte per l’acqua potabile. C’è orrore, sì, ma soprattutto c’è un sense of weird notevolissimo, c’è un umorismo indiretto, stralunato e irresistibile che non distrae dal forte monito dell’autore e c’è anche un pizzico di magia innocente, quella di un bambino che vuole annegare il mondo lasciando aperto il rubinetto dell’acqua. Eco-Horror Omega è una raccolta spaventosa, divertente e fortemente politica (vivaddio). L’unica cosa che non mi convince è il titolo che potrebbe far pensare a un horroraccio ecologista di serie z. Roba che apprezzo sempre intendiamoci, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso. Se proprio devo fare un paragone mi ha ricordato lo splendido Malarazza di Samuel Marolla, con una spruzzata di Sgargabonzi che non fa mai male.

Vi ordino di comprarlo!”

Michele Borgogni, scrittore

“Sapere che la forzata contenzione che tutti stiamo vivendo riporta la natura a riprendersi i suoi spazi ci ha fatto apprezzare ancora più questo romanzo, e sappiamo di averlo letto al momento giusto. Si tratta di brevi favole nere attraversate da note ironiche che a tratti strappano un sorriso e rappresentano uno spaccato della società odierna.
Raccontano un viaggio nel tempo tra passato e futuro apocalittico e si presentano in modo frammentario ma che in realtà sono tante trame di uno stesso tessuto, narrate con uno stile che pare leggero e invece tocca argomenti spaventosamente attuali e reali. I cari e vecchi mostri sono stati sostituiti da noi comuni cittadini e dalle nostre scellerate scelte. Alcune storie dovrebbero davvero avere degli sviluppi ulteriori”.

Inlittera

NECRONIRICON (autoprodotto, 2020)

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“Avevo già letto l’edizione precedente, questa versione ampliata è una ulteriore conferma del grande talento di Berneschi. Per fantasia, capacità di creare la giusta atmosfera, umorismo, conoscenza del genere una delle migliori penne del panorama Indipendente e non solo”.

Michele Borgogni, scrittore e blogger

VINCENT VAN GOGH. AUTORITRATTO CON SPADA GIAPPONESE” (Watson Edizioni, 2021)

“Nel mondo dell’arte saltuariamente si ha la fortuna di imbatterci in qualche capolavoro di un maestro del passato fino a quel momento sconosciuto, che magari può svelare qualcosa di nuovo su di lui. Leggere Autoritratto con spada giapponese è scoprire un Van Gogh inedito, capire le ragioni del suo tormento interiore, provare a dare una risposta ad alcuni dei lati più oscuri e misteriosi della sua vita. Berneschi propone una narrazione ambiziosa, che prova a tenere insieme orrore cosmico e morale ottocentesca, e che porta Van Gogh proprio al centro di uno dei teatri del male più noti della storia. È una reinvenzione della sua vita che potrà far storcere il naso ai puristi, ma che è indubbiamente narrata con stile originale e gran sfoggio di fantasia. E la verità può accogliere questa finzione con un inchino. Applausi!”

recensione amazon

“E veniamo ora a Vincent Van Gogh – Autoritratto con spada giapponese ad opera di Andrea Berneschi nome affatto nuovo agli appassionati di fantastico italiano per i numerosi lavori che vanno dalla fantascienza all’heroic fantasy, senza dimenticare le incursioni nelle antiche passioni per l’horror e per il mondo dei kaiju, frutto del grande amore dell’autore aretino nei confronti del cinema di genere orientale e delle sue mille suggestioni.

Oriente che ritorna in qualche modo anche in questo romanzo in cui Berneschi ci mostra una delle sue più apprezzate peculiarità; quella cioè di riuscire a mixare con grande abilità e notevole spirito di inventiva, elementi apparentemente lontanissimi tra loro ma che, una volta miscelati sapientemente dal “barman”, danno vita a un cocktail particolarmente riuscito e che vi fa venire subito voglia di ordinare un altro giro.

Diciamo subito che la trama si sviluppa in modo volutamente obliquo, con diversi e improvvisi salti temporali, cercando di interpretare, utilizzando le chiavi di lettura proprie dell’orrore cosmico e di certo fantasy non convenzionale, alcuni tra i più grandi misteri che aleggiano da sempre intorno alla figura del geniale e controverso artista olandese.

Berneschi, nel tratteggiare la vita dell’autore di capolavori immortali quali I girasoli, parte proprio da dove tutto ebbe inizio: dall’infanzia che Van Gogh trascorse insieme alla madre, al padre predicatore e al fratello minore Theo (figura cardine questa) nelle campagne intorno alla cittadina natale di Zundert. Questo avviene proprio nei giorni in cui il piccolo Vincent scopre di poter disegnare immagini che trasmettono grande potenza all’occhio di chi le osserva, soprattutto le sue interpretazioni dell’Oude Rode Ogen, il Vecchio dagli Occhi Rossi, demone ancestrale del folklore fiammingo, che si aggirerebbe tra le brughiere nelle gelide notti invernali, nutrendosi di poveri malcapitati. Figura questa che, oltre a rappresentare un vero e proprio boogeyman per il Vincent bambino, in seguito si trasformerà in un’autentica ossessione che lo accompagnerà per tutto il resto della sua breve vita.

Attraverso gli occhi di Theo, col quale il pittore ebbe sempre un rapporto di grande amore e rispetto nonostante i contrasti che pure non mancarono, Berneschi compie un salto in avanti vertiginoso e ci mostra Van Gogh nei suoi ultimi giorni al manicomio di Arles, mentre racconta al fratello una lunga e pazzesca storia che va a riempire i vuoti del suo passato e che, soprattutto, aiuta a far luce – anche se in modo incredibile – su una serie di avvenimenti misteriosi che lo riguardano, in particolare sulla celeberrima mutilazione all’orecchio che egli si sarebbe autoinflitto.

Da qui il buon Andrea, con rapidissime ma intense pennellate, ci rende partecipi di un viaggio allucinato e allucinatorio, in cui si fondono fatti storici realmente accaduti e passaggi fantasiosi che danno vita a una danza convulsa dal ritmo ora cadenzato, ora vertiginoso.

L’autore, in più di un’occasione, dà l’impressione di voler spingere al massimo il motore della narrazione e, lo confesso, mi sono spesso trovato a pensare che stesse un po’ esagerando, col rischio concreto di finire fuori strada. Eppure, grazie a intuizioni inattese e a sterzate quasi al limite, questo non si verifica praticamente mai, anche se magari qualcuno potrebbe anche avere qualcosa da ridire in tal senso.

Fatto sta che la bravura del Berneschi si nota, a mio giudizio, in particolar modo nella descrizione di certi paesaggi, del cielo cupo delle Fiandre che si fonde col mare color piombo e con il verde intenso della campagna; oppure col nero malsano del fondo di una miniera, in una tavolozza in cui predominano i colori freddi.

Frammenti ricchi di espressività che svelano una dote dello scrittore toscano che forse finora potrebbe essere sfuggita ai più: vale a dirsi una notevole capacità di saper raffigurare le cose con un tocco poetico non indifferente, sia che si tratti di descrivere scenari impossibili, sia che debba parlare delle spaventose condizioni in cui nel diciannovesimo secolo erano costretti a lavorare gli sventurati che per pochi spiccioli si calavano nelle viscere della terra a spalare carbone.

Per tutte queste ragioni risulta così molto arduo parlare della trama senza rischiare di rivelare qualcosa di troppo che toglierebbe una buona dose di sorpresa, o rischiare di incappare nella temuta maledizione dello spoiler; il mio modestissimo consiglio perciò è di procurarvi al più presto questo libro e magari di dare un’occhiata anche agli altri titoli pubblicati dalla collana “Ritratti”.

Andrea Gibertoni, Horror Magazine

FIABE DELLA NOTTE OSCURA (Delos Digital, 2021)

Andrea Berneschi propone un’ironica e nerissima versione di “Cenerentola”: “La ragazza degli Shoggoth”. Cenerentola è stata data in sposa ad un disgustoso Shoggoth, mentre la matrigna e le sorellastre cercano di combinare il più vantaggioso dei matrimoni con un membro degli Antichi. Riusciranno nel loro intento? Non vi anticipo nulla, se non che questa versione della fiaba mi ha dato molte più soddisfazioni di quella originale”.

Il salotto letterario

“Riprendendo le parole di Giorgio Smojver nella prefazione all’opera: ‘E se da un lato le fiabe sono crudeli, dall’altro i racconti dell’orrore sono spesso fiabeschi. Lo schema è eguale: il protagonista si addentra in un luogo remoto e pericoloso, entra in una stanza o in un giardino proibito, e vi trova l’orrore. Sheridan Le Fanu, Lord Dunsany, Arthur Machen (si pensi alla successione di fiabe che accompagna la protagonista del terribile racconto The White People), Clark Ashton Smith sono maestri di favole nere’.

Fiabe della notte oscura attinge a piene mani dalla mitologia lovecraftiana per dare vita a undici originalissimi racconti che esplorano i meandri più oscuri dell’Universo. Le illustrazioni di Silvia Perosino contribuiscono ad ampliare quel senso di terrore strisciante che permea ogni pagina del volume, spesso rimanendo nell’ombra in attesa che qualcuno lo risvegli o si offra ad esso come sacrificio – più o meno volontario.
Anche se, talvolta, ciò che più ci sconvolge e ci lascia impietriti dall’orrore non sono tanto i Grandi Antichi e i loro sacerdoti e portavoce o ancora mostri come Shoggoth, Gaunt e Ghast, bensì le azioni compiute dall’essere umano ai danni del proprio simile, con un’efferatezza e una spietatezza degna dei nostri peggiori incubi”.

Caterina Franciosi

“Nonostante la premessa sembri tanto semplice quanto ambiziosa, gli undici autori riescono a regalarci delle storie uniche che da un lato conservano l’essenza e il significato delle originali, dall’altro creano qualcosa di veramente nuovo e interessante.
Ciascuna storia è diversa da quella precedente, sebbene siano guidate dalla stesse premessa. In alcune c’è il lieto fine, in altre no, troviamo finali aperti, cambio di punti di vista, alcuni potrebbero essere considerati riscrutture, altri invece “sequel” o “spin off”.  Anche lo stile è variegato, si passa dal Romanticismo gotico del primo racconto al distopico punk del secondo al Black humour grottesco del terzo, e così via”.

Il confine dei libri

Storie dall’Europa Nera – Volume I” (autoprodotto, 2021)

“Ho letto con grande piacere questo primo volume di questo interessante progetto. Due racconti brevi, scritti splendidamente e che fanno letteralmente da antipasto. Con un inizio come questo, il resto non sarà sicuramente da meno. Non vedo l’ora che arrivino i prossimi volumi!”

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“Una lettura consigliata: in questa prima pubblicazione di “Storie dall’Europa Nera” i due autori hanno gettato le basi per un affresco narrativo che lascia ben sperare per le prossime uscite. Avvincente, inquietante, sorprendente: un universo che non è il nostro, ma che forse ci somiglia più di quanto noi stessi non siamo disposti ad ammettere. Provare per credere”.

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Una prospettiva davvero affascinante sull’ultimo e più buio capitolo della storia umana. Dalla tenebra, si sa, prima o poi germogliano i mostri e questi racconti offrono loro un terreno assai fertile.

Un’opera intrigante che davvero induce a bramare i prossimi sviluppi”.

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Storie dall’Europa Nera – Volume II” (autoprodotto, 2021)

“Continua il viaggio in questa Europa alternativa, per certi aspetti più cupa di quella odierna. I racconti di questo secondo volume spaziano dall’orrore soprannaturale a quello più…come dire, umano. Perchè in entrambi i casi, anche se si fa riferimento a entità ultraterrene, il terrore e l’angoscia nascono sempre dalle azioni degli esseri umani. Inutile dire che anche stavolta ho adorato entrambi i racconti, soprattutto il secondo. Perciò, se amate l’ucronia e l’horror, fatevi un favore: date un’occhiata a questi racconti. Non ve ne pentirete”.

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Storie dall’Europa Nera – STAGIONE 1″ (autoprodotto, 2021)

Storie a dir poco meravigliose quelle che nascono dalla penna di questi tre scrittori: tre stili differenti che si integrano in maniera sofisticata in un panorama decadente, marcio e, in certe vicende, persino devastato.
Il primo racconto “Tutto questo dolore” presenta una base di trama quasi ligottiana. Si legge bene ed è una storia dove lo sfondo storico-culturale si percepisce soltanto come, per l’appunto, sfondo… un fattore che a me, soggettivamente, piace molto.
Il secondo racconto “Se cammini attraverso l’inferno” è carino, soprattutto per la sensazione di caos situazionale dettata da innumerevoli nomi di personaggi… e si mostra intrigante anche nel discorso relativo alla creature atlantiche.
Il terzo racconto “Il Gurkha fortunato” presenta aspetti interessanti che prendono piede nella seconda metà del racconto: in particolar modo, ho apprezzato la caratteristica grottesca (e originale) delle orecchie.
Ciononostante, il racconto migliore secondo me è senza dubbio “Teste assortite” […]”.

recensione su amazon

Ci sono progetti di scrittura e di editoria indie che meritano (meriterebbero) la medesima attenzione di quelli dei grandi editori.
‘Storie dell’Europa Nera’ è uno di questi. Ucronia, fantastico, anti-utopia, weird sono gli elementi che ricorrono nei racconti di Andrea Berneschi, Michele Borgogni e Francesco Primitivi.
Racconti che coprono diversi decenni, partendo dal turning point del fallito sbarco degli Alleati in Normandia per arrivare a un diverso sbarco sulla Luna, in Tibet, nella Russia sovietica e altrove.
Potete trovare i singoli ebook su Amazon, oppure un bel volumone cartaceo che li comprende tutti, più alcune bonus track”.

Alessandro Girola su Instagram

“Questi autori hanno creato qualcosa di notevolissimo: qualcosa di serie A”.

Flavio Troisi, videorecensione su Broken stories

“A cosa serve raccontare la storia alternativa dell’Europa? A cosa serve un’ucronia che introduce creature lovecraftiane e magia nera in un contesto dove, più che in tutti gli altri, l’immaginazione è immediatamente contraddetta dalla realtà storica?

A queste domande Andrea Berneschi risponde nell’introduzione: serve a riflettere sul presente e sulla fragilità di tutto ciò che diamo per scontato.

In questo libro i mostri (e gli angeli) sono a margine, e la drammaturgia non gioca sulla facile fascinazione che possiamo avere per i possibili sottotesti esoterici del periodo storico, o su una semplificazione fumettistica dei fatti reali.

Qui il soprannaturale inquieta, non è una curiosità storica: diventa simbolo delle forze occulte, torreggianti, luminose o vuote che in ogni momento decidono del nostro destino, pronte a stritolarci nelle loro spire, a travolgerci nei loro gorghi, a tenerci sotto il giogo dei peggiori tra noi.

E il vero elemento di tensione di queste storie è l’uomo: la sua relazione e la sua complicità con il Male, naturale o soprannaturale che sia, la crudeltà senza fondo di cui è capace, la sua remissività e fiducia davanti al padrone sbagliato, e il suo slancio disperato verso la ribellione.

La struttura di “Europa Nera” è rapsodica, non ci sono legami forti tra i racconti e i racconti stessi hanno archi minimi, più spiragli che quadri, a privilegiare una dimensione individuale, umana, emotiva e anti-epica; non un affresco, quindi, ma una serie di istantanee sparse, che colloca il lettore nella prospettiva di un comune mortale che vede una montagna marciare verso di lui. E’ il modo in cui tutti noi viviamo la Storia, l’unico modo in cui possiamo davvero percepirla, persino quando cammina sopra le nostre teste: a scorci e frammenti, che per quanto si infittiscano non compongono mai un quadro coerente.

Gli autori Andrea Berneschi, Michele Borgogni e Francesco Primitivi chiamano questo libro la “prima stagione” di un progetto più ampio; aspetto, con gratitudine, di leggere il resto”.

Lucio Besana, scrittore e sceneggiatore

“Ho appena finito di leggere Europa Nera, Storie di un tempo che potrebbe essere stato, di Andrea Berneschi e Michele Borgogni.
Non è fantasy, ma una Ucronia a tinte estremamente dark e con diversi elementi soprannaturali.
È una raccolta di racconti che inizialmente erano stati pubblicati in 3 ebook da pochi racconti, ora uniti in questa raccolta singola disponibile anche in cartaceo e con alcuni racconti extra.
La linea comune che guida i racconti è molto semplice: come sarebbe / sarebbe stato il mondo se i nazisti non avessero perso la guerra ma fossero arrivati a uno stallo e a una specie di pace sfruttando anche delle risorse occulte?
Ed ecco che su questa base troviamo l’Italia spezzettata in vari regni, tra la repubblica partigiana di Toscana, il regno d’Umbria, la repubblica di Salò ancora governata dai fascisti, Hitler ancora a guidare la Germania, l’Unione Sovietica al top della ricerca spaziale ma con tutti i problemi del comunismo post sconfitta e tanto altro.
I racconti sono brevi ma ben scritti, ho trovato lo stile degli autori molto coinvolgente e piacevole nonostante i temi trattati (non sempre leggeri, e quando rendi piacevole una storia “pesante” per me vuol dire che sei bravo) ogni storia è a sé stante ma legata alle altre da un filo conduttore che le lega nello spazio e nel tempo.
Nell’idea di concetto si vede l’ispirazione a Philip K. Dick con l’ucronia de “La svastica sul sole (titolo originale The man in the high castle), ma la somiglianza è solo di concetto. In questa raccolta troviamo il punto di vista strettamente europeo e in buona parte italiano anziché il “solito” pdv statunitense e ogni storia, qualcuna di più e qualcuna di meno, è segnata da queste potenze occulte che seppur solo accennate sono sempre lì, nell’ombra, ad attendere per colpire.
Che dire, non vedo l’ora che escano le prossime raccolte perché voglio vedere dove andranno a parare e spero che gli autori approfondiscano il lato occulto della loro ucronia.
Ciò detto, è una lettura che mi sento di consigliare tranquillamente a tutti, 5 stelline/5″

recensione di Davide Desantis

Storie dall’Europa Nera è un progetto nato dalle menti di Michele Borgogni, Andrea Berneschi e Francesco Primitivi, che merita tutto il mio rispetto e la mia ammirazione. Si tratta di una raccolta di racconti fantastico/ucronici, ambientati in una realtà in cui il nazi/fascismo ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e ha condizionato fortemente gli equilibri del pianeta nei decenni successivi.

I racconti sono tutti indipendenti l’uno dall’altro, ma legati dallo stesso “What if” storico e dalla stessa fantacronologia sottesa. Mi hanno ricordato, per questo aspetto, l’operazione messa in atto da Bradbury con la raccolta Cronache Marziane.
Solo che qui le cronache sono terrestri, e picchiano duro. Al di là degli elementi fantastici e/o fantascientifici, qui ritroviamo la stessa durezza e crudezza che potevamo leggere nelle narrazioni neorealiste. L’intento è sì dissacratorio, ma mai edulcorato: non risparmia niente, al lettore, della crudeltà di quei tempi e di quei contesti politico/sociali.

Lo trovo un ottimo stratagemma per portare avanti la memoria di certe aberrazioni e trasmetterla alle nuove generazioni, ma in modo fresco, alternativo, così che non risulti noiosa e che sia meglio interiorizzata.

Così che, si spera, certe cose non debbano ripetersi mai più”.

recensione di Andrea Vanacore

“Negli ultimi tempi, complice qualche giorno di vacanza, ho avuto modo di intaccare un po’ la mia coda di letture arretrate (che ormai ha raggiunto dimensioni davvero considerevoli) e così ho potuto gustarmi diverse cose che avevo dovuto tralasciare. Ne parlo e ne parlerò ben conscio di farlo con un ritardo imbarazzante, cosa di cui mi scuso con gli autori, sempre estremamente gentili e ben disposti col sottoscritto.

Uno di questi volumi è “Europa Nera – storie di un tempo che potrebbe essere stato”, raccolta di racconti horror-ucronici a opera del dinamico trio Andrea Berneschi – Michele Borgogni – Francesco Primitivi.

Una premessa: chi scrive proviene da una famiglia profondamente comunista (non “di sinistra”, e c’è differenza, badate), operaia e fin da bambino sono cresciuto ascoltando un’infinità di storie raccontate da chi gli avvenimenti li aveva vissuti in prima persona in una terra (l’Emilia) che pagò un prezzo terrificante in termini di eccidi, violenze, deportazioni e tutto il peggio che si possa immaginare. Racconti di nonni, zii, anche dai miei genitori in qualche caso: storie di persone torturate, di guerriglia sulle montagne, di gente che per sopravvivere era costretta a mangiare e bere roba da far vomitare un maiale, di spietate rappresaglie anche a guerra finita. Vi assicuro pertanto che già da bambino mi ero abituato a sentire parlare di atrocità degne del più feroce romanzo splatterpunk e, di conseguenza, sull’argomento non accetto lezioncine da parte di nessuno.

Devo anche dire, a tal proposito, che mi trovo concorde al 100% con quanto scrive Andrea Berneschi nell’introduzione, lucidissima, al progetto.

Europa Nera va a scandagliare negli abissi più neri dell’animo umano, senza fare prigionieri e, utilizzando gli strumenti della narrativa fantastica, mostra al lettore uno dei possibili scenari che avrebbe potuto prendere piede se la storia avesse imboccato un percorso diverso.

Iniziamo col dire che si parte col botto e che due tra i racconti a mio parere più riusciti sono proprio quelli iniziali che ci spiegano come mai lo sbarco in Normandia fallì, proprio a un passo dal successo (“Se Cammini attraverso l’inferno”) grazie soprattutto a armi decisamente non convenzionali che il Reich aveva scoperto durante la spedizione di qualche anno prima in Tibet narrata in “Tutto questo dolore”.

Da questo momento in poi passiamo a un’ambientazione fissa di tipo prettamente ucronico con Usa, Unione Sovietica e Germania che si sono spartiti il mondo (ma le analogie con il capolavoro di P.K. Dick terminano qui) all’interno della quale si muovono e prendono vita personaggi e storie delle più disparate.

Si va così da sentori di Steven Spielberg e John Carpenter (“Un pubblico di fascisti”), ad affreschi davvero commoventi, pur nella loro ferocia (“Un grande passo per l’umanità”, “Arrivano i fascisti”) fino a giungere a divertenti speculazioni come “Il vecchio lupo e il re” e “Sulle colline”.

Non mancano neppure i momenti squisitamente horror; pazzesco e tragicamente reale in questo senso “Teste assortite”, e uno dei due racconti scritti da Primitivi, il delirante “C’è un tedesco che canta”.

Un progetto nel quale ho percepito un sentimento sincero e genuino, che mi piace e mi ha intrattenuto alla grande e penso che non si possa chiedere di meglio a un’opera di questo tipo.

La scrittura si mantiene praticamente sempre su buonissimi livelli, lo stile è ben calibrato e il tutto è corredato dalle suggestive illustrazioni black & white di Chiara Leidi.

L’unico piccolo appunto che mi permetto di fare è che forse avrei gradito qualche elemento “fantastico” in più, ma siamo solo al primo volume e chissà cosa ci riserveranno gli autori al prossimo giro che, ovviamente, a questo punto attendo con una certa ansia”.

Andrea Gibertoni, esperto di fantastico, curatore editoriale

“La cornice narrativa mi ha intrigato molto, ma la cosa che mi è piaciuta di più è la progressione dei racconti, che aggiunge sempre qualcosa di nuovo e interessante, tanto che il libro si legge come un romanzo, una pagina tira l’altra, pur mantenendo tutta la ricchezza di una raccolta di racconti. Inoltre, ho molto apprezzato l’avvicendarsi degli autori, ognuno con una sua voce ben riconoscibile, ma tutti freschi e acuti a modo loro, soprattutto mai banali (e non è una cosa facile). Un libro che non sfigurerebbe nelle migliori librerie, una produzione veramente di alta qualità. Intrattenimento fatto col cuore, molto godibile, ma pieno anche di spunti di riflessione, occasione di approfondimento, dettagli, sfumature, lampi di intelligenza. La scena indie italiana è piena di tesori, e questo libro è uno dei più preziosi

recensione amazon.

Horror Academy vol. 1“, a cura di Alessandro Manzetti, edito da Independent Legions Publishing, 2021

Incredibile e sorprendente qualità quella di questa raccolta di racconti dark, che spazia dal mistero alla Sherlock Holmes, passando per il fantastico, il noir, l’horror più viscerale fino a quello più emotivamente disturbante. Quel che spiazza è l’assoluto testa a testa di firme italiane ‘giovani’ (o quasi) con autori stranieri ben più blasonati o noti, segno di menti brillanti ‘nascoste’ che questo volume riesce meritatamente a portare alla luce, sotto la supervisione di Alessandro Manzetti. […] .
Assodato che nesssun titolo della raccolta riesce ad andare sotto la notabilità e che tutti volano ben oltre le pallide sufficienze viste in altri testi analoghi, qualche segnalazione personale chiede voce, per titoli che hanno smosso in chi vi scrive amore e invidia allo stesso tempo, alcuni veri esempi didattici di scrittura, dei veri ‘docenti in forma di caratteri stampati’. Impossibile non menzionare L’ultima trasformazione, in cui ci si immergerà in prima persona in una creatura gotica attraversando i suoi dilemmi e tormenti. In Voglio farti una sorpresa si passa al gioco perturbante in cui un ambiente famigliare si trasformerà di colpo per un bambino in quel che mai avrebbe immaginato. Gioiello narrativo impeccabile sotto ogni fronte è Infernòt, emotivo e crudele, in cui una farfalla non protagonista vi porterà in volo dalla luce alle tenebre della mente. Depresso il clown è un’agghiacciante e originale (finalmente!) prospettiva sui clown, che ribalta l’immaginario di paura di IT, citandolo e ‘tornandoci’ con una lucida spiegazione: che meraviglia. Il mangiagranchi è pura letteratura che gioca con spazio, tempo, visioni, crime-story fino ad un finale spiazzante. Su Il lungo velo nero diventa difficile scrivere senza urlare, centrando uno degli stili del cuore del sottoscritto, dipinto con un’eleganza noir da sogno e combinando in modo delicato l’orrore in chiusura: applausi. Si termina con L’eredità, una sorta di compendio di scrittura creativa per giocare semplice e genialmente con poco, dimostrando le capacità di chi sa scrivere capolavori e si esercita con goiellini: un occhio di vetro, una pistola e una vecchia radio in un baule […] .
Imperdibile”

Alessandro Cellamare, scrittore, vincitore del NeroPremio

Storie dall’Europa Nera – STAGIONE 2″ (autoprodotto, 2022)

“Secondo volume del progetto Europa Nera, che parte da una rivisitazione della Seconda Guerra Mondiale in cui la situazione si è conclusa con uno stallo. I nazisti hanno evitato il tracollo, ricorrendo all’aiuto di forze e creature evocate da altre dimensioni.
In questi nuovi racconti gli autori esplorano il mondo alternativo da più punti di vista, esaminando vari aspetti della guerra fredda che hanno creato, senza mai rinunciare (o quasi) all’innesto di elementi weird e horror.
Il risultato finale è decisamente buono, anche perché diverse storie richiamano al nostro presente, pur senza mai rinunciare all’obiettivo principale di questo volume: intrattenere con bravura“.

Alessandro Girola, scrittore

“Europa Nera è uno dei progetti più interessanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Se la qualità delle storie della prima stagione era già alta, la seconda stagione non delude per niente. Ogni storia è un affresco al contempo affascinante e terribile di un mondo simile al nostro, un mondo in cui sinceramente non vorrei vivere. Spero di poter leggere quanto prima altre storie di questo folle universo alternativo”.

Gianni Spagnolo, recensione amazon

“[…] secondo me, il Berneschi, il Borgogni, il Cicali, il Pilato e il Primitivi, hanno scoperto un passaggio ultradimensionale. Hanno singolarmente abitato in questa realtà dimensionale alternativa bellica, post-bellica, decennio post-bellico, trentennio e quarantennio post-bellico, per poi ritornare alla “normalità” e descriverla.
Non si può spiegare in altro modo. E’ tutto schifosamente descritto con perfezione, con assoluta nitidezza.
Io stesso ho avuto momenti di smarrimento perché mi sono sentito lì…sul luogo descritto. Lì…sul letto di obitorio. Lì…ad essere uno zombie da combattimento.
Ho avuto reminiscenze. Non scherzo. Ho creduto davvero di aver vissuto tutto ciò che è stato descritto dall’inventiva degli autori (dico inventiva ma ancora non ci credo che questi racconti possano essere stati trascritti da una loro fantasia.)
Concludendo. Se esistesse un modo per poter classificare e posizionare Europa Nera in una tipologia di romanzi ucronici, posso ammettere e farmi fautore – senza tema di smentita – che Europa Nera è l’amalgama narrativa di “La svastica sul sole” di Philip K. Dick.
Fatevi un regalo.
Regalatelo.
Fate conoscere al mondo questo stupendo capolavoro”.

Orazio Massimiliano, recensione amazon

“Mi sono imbattuta in questo volume, il cui titolo (e copertina) mi hanno catturato fin da subito.
Essendo un’amante della narrativa “Weird”, ho voluto dar fiducia a questi racconti, aspettativa ampiamente ripagata data la grande capacità che hanno avuto gli autori nel saper imprimere con passione e (penso) minuziosa ricerca delle storie così belle da leggere, sia stilisticamente, sia concettualmente.

In particolare, ho adorato:
– “Nei sotterranei di Milano” di Andrea Berneschi (autore che già conoscevo), una storia che mi ha lasciata angosciata per diversi giorni;
– “Scritte sui muri” di Michele Borgogni, il quale è riuscito a riportarmi a vaghi ricordi di un episodio nostalgico di diversi anni fa;
– “Vecchio dolore” di Antonio Pilato (altro autore apprezzato, che si sta sempre più affermando nel panorama del Weird italiano), il cui stravolgimento finale, totalmente inaspettato, mi ha gelato il sangue;
– “Wolfpanzer” di Simone Cicali, che narrativamente parlando tratta un tema legato alla scienza e alla medicina veramente tanto elaborato e in linea con il tema storico-politico dell’intera opera”.

Valentina Bazzoli, recensione amazon

“Europa Nera – racconti horror- weird – ucronici, ho acquistato questa bellissima antologia di racconti controcorrente davvero speciale.
In un mondo dove lo sbarco in Normandia è fallito, il mondo è andato avanti tra prede e predatori, golem di carne, soldati spietati, nazisti, comunisti e falsi liberatori, l’europa si tinge di nero.
Una cinquina di autori che hanno qualcosa di molto originale! Auguri”

Fabrizio Raccis, recensione amazon

“L’Asse ha vinto la guerra, okay, ma non è solo il tacco dello stivale che tiene sull’Europa, che fa male.
Nei racconti di questa raccolta c’è un disagio strisciante e sotterraneo che ti prende alla sprovvista e lentamente.
Non ho capito quante di queste storie sono metafore che non ho capito, rileggerò TUTTO con calma per cogliere le allusioni.
Bravi gli autori!”

recensione amazon

“Il secondo volume di Europa Nera mantiene e forse supera l’alto livello del primo. Un’Europa e un’Italia divise in tre blocchi, dove il nazismo esoterico ha fatto intervenire forze oscure che perpetuano l’esistenza del regime. Le storie sono divise in due: le storie di guerra dove l’orrore è più manifesto e intenso (terribili e angoscianti Zyklon Z di Simone Cicali e Che senso ha tutto questo di Antonio Pilato; all’opposto esaltante come una canzone epica Streghe della Notte di Andrea Berneschi); e i racconti del dopoguerra, più sottilmente inquietanti, perché da un’Italia molto vicina a noi, in apparente pace, vediamo rinascere il male oscuro del nazifascismo rinascere nei giovani come un parassita alieno, a ricordarci che le porte dell’inferno una volta spalancate non si richiudono mai. I miei preferiti del dopo-guerra? Brutale amicizia e Il fascismo degli anni ’80 di Andrea Berneschi, e Scritte sui muri di Michele Borgogni”

Giorgio Smojver, scrittore.